Biografia
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Biografia

Giuseppe Polizzi nasce a Parma nel 1965.

 

Inizia a dipingere come autodidatta nel 1993.

 

Il suo istinto creativo prende il sopravvento e l’arte diventa il suo strumento per comunicare con il mondo. E allo stesso tempo il suo mezzo per comunicare e descrivere il mondo. Come racconta: “Presi una tela, i colori e il pennello e iniziai a dipingere ciò che vedevo al di là della finestra di casa mia”. La tela racchiude la finestra e la finestra racchiude un altro mondo. Ogni volta diverso. Col passare delle ore del giorno e delle stagioni cambiano i colori, le luci, cambia tutto. La visione appare bella e aperta ma il quadro sembra distillare il sospetto che la libertà non esista, anch’essa vincolata dalle e nelle regole.

 

Dopo la serie “Finestre”, il suo primo ciclo creativo, Polizzi si avvicina alla Pop Art, amore che lo accompagna anche oggi. Tutto nasce dalla sua passione, fin da bambino, per il mondo dei fumetti che rappresentano per lui un’evasione divertente e colorata; inizia a creare la sua personale Pop Art che appare fumettisticamente naif. Il suo carattere riservato e schivo gli dona la capacità di osservare la realtà da un punto di vista privilegiato. L’arte lo chiama e lui deve parlare con la sua tela. E ci riesce sempre. Così come riesce sempre a comunicare allo spettatore la sua visione diretta, istintiva, evocativa e segnica sia nella Pop, nel figurativo che nell’Informale.

 

Partecipa a varie rassegne e mostre d’arte, vince alcuni concorsi nazionali, usa materiali diversi in una sperimentazione infinita e continua caratterizzata da una fame creativa che pare non saziarsi mai. Si dedica anche alla scultura e alle opere grafiche.

 

Nel 2003 il suo primo viaggio a Cuba lo condiziona completamente. Il mondo colorato e la realtà sociale che respira sull’isola, fanno scaturire in Polizzi una nuova fase nella sua arte. Inizia per lui un lungo momento di riflessione che lo porta a disegnare ciò che vede. Polizzi ha la necessità di comunicarci quello che ha vissuto in quei lunghi anni in cui ha frequentato e frequenta Cuba. Riesce ancora una volta, grazie alla sua innata potenza evocativa, a presentarci quell’umanità meravigliosa ma difficile. E ancora una volta lo fa in modo positivo.

 

Lavora nel suo studio sulle colline di Parma, luogo sicuro e silenzioso dove può gridare silentemente e scrivere i suoi racconti attraverso e grazie ai suoi dipinti. Il suo percorso lo ha portato oggi ad usare materiali di uso comune con una particolare attenzione alla caducità dell’uomo e al suo difficile rapporto con l’ambiente. Inizia il suo recente ciclo creativo “Corde” in cui, esattamente come nella realtà, tutto e tutti siamo imprigionati in una ragnatela globale.

tecnica mista su tela cm 60x100 anno 2019